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15/05/13

Tagliatelle al pesto di prezzemolo e mimosa d’uovo

Sono chiamati sughi da mortaio anche se oggi per mancanza di tempo il mortaio è ben poco usato nel processo di preparazione del pesto di verdure o piante aromatiche con la frutta secca. Io sono una pesto "maniaca”;) trasformo molte verdure o piante aromatiche in pesto, come quello più famoso di basilico (protetto dal marchio DOP, vedere qui), poi quello di zucchine (qui), di rucola (qui) e ora vi presento la mia variante del Pesto di prezzemolo, il protagonista della ricetta di oggi.
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Il prezzemolo è una delle piante aromatiche più amate ed apprezzate della cucina: insaporisce, dà colore ai piatti e in più fa bene in quanto è particolarmente ricco di vitamine. Si utilizza nella preparazione di diversi piatti: pasta, insalata di riso, mix di verdure, patate lesse, e chi più ne ha più ne metta! Oggi lo usiamo per preparare "un pesto" molto gustoso al quale si potrebbe aggiungere un po’ di menta per avere un effetto più fresco per le calde giornate d’estate.
Adoro ugualmente tutti tipi di pesto, oltre che buonissimi, sono anche dei sughi pieni di vitamine e minerali, i quali rimangono quasi intatti nel processo di lavorazione. Il piatto nella foto è stato preparato in occasione dello scorso pranzo di Pasqua. Il tuorlo sodo va sopra le tagliatelle condite con il pesto di prezzemolo mentre gli albumi vengono mischiati nell’ insalata che spesso accompagna il piatto di pasta per rendere il pranzo (o la cena) più completo ed equilibrato.
Amo molto il prezzemolo, oltre il suo piacevolissimo e potente aroma ha delle proprietà straordinarie per il nostro organismo (vedere la nota No. 3) perciò lo uso spessissimo nella mie ricette, basta scrivere “prezzemolo” in “Cerca nel blog” e vedere tutte.
Il pesto di prezzemolo senza aggiunta del formaggio lo trasformo in una salsa verde (vedere qui), che uso spesso come accompagnamento ai piatti di funghi, pesce, carne ecc.
Per il mio Pesto di prezzemolo occorrono questi
Ingredienti (per 2 persone):
Per le tagliatelle: 
  • farina (00), 200 g
  • uova, 2 ( il peso d’uovo = 70 g)
  • sale, ½ cucchiaino (facoltativo)
Per il pesto di prezzemolo: (pronto in 15')
  • prezzemolo fresco, un mazzo
  • pinoli, 10 g
  • mandorle spelate, 20 g
  • aglio, un spicchio
  • cipollotto, 1 (solo la parte bianca)
  • parmigiano, q.b.
  • pecorino, q.b.
  • olio extravergine di oliva, q.b.
  • sale grosso, un pizzico
  • uova sode, 2 ( solo i tuorli)  / a parte, servono per completare e decorare il piatto
Procedimento:
Preparazione delle tagliatelle di pasta fresca:
1. Impastare la farina con le uova e l'olio. Formare una palla e avvolgerla nella pellicola lasciandola riposare un'oretta.
2. Stendere le sfoglie con la sfogliatrice (per le tagliatelle spessore n.5 dell'Imperia), farle asciugare una mezz'ora e tagliarle con il coltello a spessore di circa 0,5 cm.
Preparazione del Pesto di prezzemolo: ( 15')
1. Cuocere le uova 8 minuti da quando l’acqua inizia a bollire. Mettere la pasta a cuocere nell’ acqua bollente e salata.
2. Mentre la uova e la pasta cuociono, mettere in un robot da cucina tutti gli ingredienti del pesto e frullare fino ad avere una crema omogenea.
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3. Per evitare di aggiungere troppo olio si può usare l'acqua di cottura della pasta per rendere il pesto più cremoso mentre si mescola con la pasta.
4. Formare i nidi di pasta con le tagliatelle nel piatto da servire aiutandosi con un forchettone e un mestolo e cospargere sopra ogni nido di pasta dell’ uovo sodo spezzettato, versare un giro d’olio sopra e voilà, è pronto ... si mangia!!!
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Note:
1. Per una super veloce preparazione delle tagliatelle al pesto di prezzemolo (circa 25 minuti), usare le tagliatelle fresche comprate dal pastificio o quelle confezionate dal supermercato!!!
2. L’ unico limite del prezzemolo fresco è che dura poco.
Il consiglio è quindi di mondare e pulire il prezzemolo subito dopo l’ acquisto (in modo da eliminare le eventuali parti avvizzite), di lavarlo con cura, asciugarlo, metterlo in frigorifero in un contenitore coperto e consumarlo nel giro di 2-3 giorni al massimo. In cucina il prezzemolo è l’ ingrediente principale delle salse verdi da abbinare alle carni bollite, completa i sughi, vivacizza le preparazioni trifolate. Per mantenerne inalterati tutti i benefici e le proprietà del prezzemolo, è quindi meglio usarlo crudo o appena scottato: la vitamina C contenuta nel prezzemolo, viene in parte distrutta dal caldo.
3. Le proprietà e benefici del prezzemolo sono tanti. Vediamo i 7 principali benefici effetti che una manciata di prezzemolo assunto quotidianamente può apportare al nostro organismo: 
1. Vitamine: questa erbetta profumata è ricca di vitamine C, B, K e A. Ciò significa che contribuisce a rafforzare il sistema immunitario, tonificare le ossa e aiutare il sistema nervoso a mantenere il giusto equilibrio.
2. Diuretico: il prezzemolo aiuta ad eliminare i liquidi in eccesso dal corpo, con l'aiuto dei reni ovviamente. Attenzione però, questa erba aromatica contiene una buona dose di ossalati, sostanze che possono creare problemi a persone che già soffrono di patologie renali o alla cistifellea. E' generalmente consigliato a tutti non esagerare nel consumo di alimenti che li contengono (tra questi anche gli spinaci).
3. Regola la pressione: grazie alla presenza di acido folico, questa erbetta è un vero e proprio tonico per il cuore e aiuta a mantenere sotto controllo la pressione sanguigna.
4. Antinfiammatorio: il prezzemolo ha anche doti antinfiammatorie, utilizzarne un pochino ogni giorno aiuta a provare sollievo dai dolori articolari.
5. Digestivo: tra le sue doti il prezzemolo ha poi quella di favorire la digestione. Se volete utilizzarlo in questo senso potete prepararvi un decotto di prezzemolo da degustare dopo pranzo e/o cena.
6. Riduce la perdita di capelli: massaggiando un po' di olio essenziale di prezzemolo sul cuoio capelluto si può ridurre in modo naturale la perdita di capelli.
7. Antitumorale: il prezzemolo, insieme a molte altre erbe aromatiche e spezie, svolge un ruolo antitumorale grazie alla presenza dell'apigenina, una sostanza che inibisce la proferazione di alcuni tipi di tumori maligni.
Un saluto a tutti che passate da qui, un abbraccio, ciao!

13/01/12

Trenette al pesto con basilico di Pra - Il vero pesto Genovese

Le feste più belle del'inverno sono passate, abbiamo mangiato un po' di più ed è il momento di consumare i piatti più leggeri e sazianti. Cosa c'è più buono e light di un piatto di pasta condito con il pesto? Ma a quale pesto mi riferisco? Ecco, oggi ho scelto di pubblicare la ricetta del più buono e più conosciuto pesto della grande cucina italiana: "Pesto alla genovese" o, per essere ancora più precisa la ricetta del Pesto con il basilico di Pra! Insomma la ricetta non è mia però e la ricetta base alla quale mi attengo per fare il pesto casalingo, quello più buono per il quale ogni famiglia a Genova e Liguria ha la sua ricetta personale. Confesso che Io sono una pesto dipendente. Da quando l'ho assaggiato la prima volta tanti anni fa, consumo il pesto molto spesso con la pasta, spalmato sul pane, con i crostini e con tante altre sfiziosità tipo queste qui!
Prima di passare alla ricetta e alle foto, conosciamo insieme qualcosa in più delle caratteristiche del basilico che viene da questa zona del Ponente Genovese. Gli abitanti di Genova e Liguria sono fortunati ad avere la possibilità di comprare il basilico anche fuori stagione cioè di inverno ed ecco il perché:
L’assoluta particolarità del clima ligure, e specialmente della zona di Pra, ha creato un habitat di grande adattamento alla coltivazione di questa pianta aromatica.
Diversi fattori, dal microclima alla perizia contadina, dalla vicinanza al mare alla presenza di corsi d’acqua, dalla forza del sole alla particolare ventilazione, hanno quindi concorso al riconoscimento del basilico di Pra come il migliore in assoluto per quell’ottimale equilibrio di profumo e sapore. Le peculiarità di questa varietà sono quelle di un basilico tenero, di color verde tenue, dalla foglia di dimensione medio-piccola, di forma ovale e convessa, il cui profumo è delicato e non presenta quella traccia di menta che si riscontra in altre varietà.
Il basilico ligure è coltivato sia in ambiente protetto, ovvero in serra riscaldata o tunnel, sia in pieno campo.
A Pra le serre caratterizzano il paesaggio collinare già dagli anni Venti del ’900, dapprima con impianti di limitata dimensione in legno e vetro, spesso ancora in funzione, poi con serre a campata larga dette “large wide”, caratterizzate da altezza più che doppia, più efficienti sistemi di ventilazione e una luminosità interna decisamente superiore.
Oggi, in Liguria, la coltivazione del basilico in serra è caratteristica soprattutto dei territori di Genova e del Ponente, mentre quella in pieno campo è concentrata soprattutto nelle zone di La Spezia e Sarzana.
Vediamo cosa occorre per il pesto alla genovese come lo faccio io, secondo la ricetta presa dal libro La cucina Ligure:
Ingredienti:
  • un spicchio d'aglio
  • 2 mazzi di basilico, pari a circa 36 foglie / appena staccate dalla pianta, private del gambo e della costa centrale 
  • 30 g ( 2 cucchiai) di pecorino sardo, stagionato, grattugiato
  • 30 g (2 cucchiai) di parmigiano reggiano, vecchio, grattugiato
  • 6 cucchiai di olio extra vergine di oliva 
  • sale grosso q.b.
  • pinoli, una manciata
Come preparare il pesto genovese:
1. Per prima lavare le foglie ed asciugarle posate sul canovaccio di tessuto
 2. Poi prendere il mortaio di marmo e con un pestello di legno pestare l'aglio e sale grosso, cosi quando si aggiungeranno le foglie del basilico queste manterranno il colore verde intenso. 
3. E' importante muovere il pestello in senso rotatorio sulle pareti sciogliendo senza violenza le foglie di basilico.
Foto  dal web
4. Dopo il basilico tocca ai pinoli e formaggi. Infine, goccia a goccia, l'olio. 
Ma esiste una versione più rapida e meno faticosa di fare il pesto a casa cioè con il tritatutto elettrico, anche se questo metodo non è per niente apprezzato dai veri intenditori del pesto genovese. Nel tritatutto gli ingredienti si mettono in stessa ordine. 
5. Trasferire il pesto in un vasetto pulito e ricoprire con l'olio extra vergine. 
Con il pesto si condiscono trenette normali o "avvantaggiate" (con crusca) cotte "al dente", poi
Trenette al pesto genovese con patate e fagiolini
trofie, gnocchi, lasagne (vedi la ricetta), spaghetti, minestroni e si usa per aromatizzare tantissimi altri piatti.
Per oggi è tutto! Vi auguro di passare un buon fine settimana e vi mando un bacio, ciao da Emily!
Note: 
1. Aggiungere una patata nell'acqua di cottura della pasta: L'ideale sarebbe la patata "quarantina", una varieta' molto antica che si caratterizza per la grandezza della pezzatura, molto limitata. Se si usa una patata tradizionale è bene spaccarla in quattro con un coltello: il gastronomo che me l'ha suggerita dice che la patata cuocendo rilascia amido, che migliora l'adesione del pesto alla pasta."
2. Un 'altro suggerimento è di usare mezzo mestolo di acqua di cottura della pasta per stemperare il pesto.
3. Se non viene preparato nel mortaio (99,9 % dei casi) ma con il tradizionale tritatutto tipo "Moulinex", bisognerebbe usare la modalita' "pulse" ovvero brevi colpi intervallati da brevi soste, per evitare il surriscaldamento del composto, che porterebbe l'ossidazione del basilico, con la conseguente colorazione scura."

Ciao a tutti, spero vi piaccia il mio blog, e che lascerete tanti commenti,:) io ricambierò con molto piacere.:) Un Bacio!

05/01/12

Pane biscottato di formaggi e pepe o Crostini "parmigiano cacio pepe"

Buongiorno foodies! Oggi vi presento la ricetta dei  gustosissimi biscotti salati che ho preparato per il buffet di antipasti per la vigilia di Natale.
Per loro preparazione servono questi
Ingredienti:
  • farina 00 / Io di Molino Chiavazza, 200 g
  • farina integrale, Molino Chiavazza 50 g
  • pecorino romano grattugiato, 45 g
  • parmigiano grattugiato, 45 g
  • uovo, 1
  • latte, 1/2 bicchiere (100 ml)
  • ammoniaca per dolci: 1 cucchiaio colmo
  • sale Tec-Al, q.b.
  • pepe Tec-Al, un pizzico generoso
Procedimento:
1. Accendere il forno a 180°C.
2. In una ciotola setacciare la farina 00 ed unire le farina integrale, il pecorino, il parmigiano, sale e pepe. Mischiare tutto bene con una forchetta per schiacciare bene i grumi che si formano. Far sciogliere l'ammoniaca in un bicchiere con 40-50 g di latte tiepido.
3. Nel centro dell 'impasto versare l'uovo sbattuto, aggiungere l'ammoniaca sciolta e continuare la lavorazione dell' impasto con ampi movimenti per incorporare l'aria, aggiungere il resto del latte solo se necessario. Si deve ottenere un impasto sodo.
4. Lavorare cosi l'impasto per 5 minuti e poi dividerlo formando due filoncini regolari di pane e infornare a 180° per 20-25 minuti.  

5. Estrarre dal forno, raffreddare e poi tagliare ogni filoncino di pane a fettine sottili. 
6. Rimettere in forno ancora per altri 10 minuti da un lato e 5 minuti dal'altro per diventare dorati. Far raffreddare e buon appetito!
Note: 
Sono ottimi spalmati con i formaggi, con il paté, la crema di verdure o da soli con un bicchiere di vino rosso.
Si mantengono chiusi in una scatola di latta per una settimana. 
Ecco un altra foto di questi Crostini cacio, parmigiano e pepe messi nel cestino di pane insieme ai Crackers al parmigiano con semi d'anice e cumino per accompagnare la Spuma di cavolfiore e la Mousse (paté) di tonno per il buffet di Vigilia di Natale
Per oggi è tutto carissimi amici foodies! Ringrazio anticipatamente  tutti/e quelli che visitano questo post! Alla prossima ricetta di una specialità che preparerò domani, per il pranzo di Natale ortodosso che si festeggia anche nel mio paese nativo, R Macedonia. Un abbraccio, Emily.